Mangiameglio on the road

Sveglia ore 7.30.
La farina c”è? Hai tolto il lievito dal frigo? Le ciotole? La frutta? Sembra esserci tutto…

Alle 9 circa andiamo a prendere Claudia. Siamo leggermente in ritardo ma carichiamo tutto in macchina e ci dirigiamo alla Fondazione Catella, location del Food Revolution Day dove siamo stati invitati.
Entriamo e cerchiamo le due aree dove si svolgeranno le iniziative del FRD: un grande salone al primo piano per le esposizioni, gli show-cooking e i laboratori e una bellissima saletta nel piano interrato, con i soffitti a volta, in pietra, per le conferenze.

Marco è stato il primo a partire: alle 10.00 iniziava la conferenza su “Dieta mediterranea e vegetarianesimo in età evolutiva”. E” stato un incontro molto interessante, durato oltre due ore.
Ha iniziato la prof. Pellegrini spiegando cos”è la “dieta mediterranea”, facendo un breve excursus storico raccontando chi per primo l”ha definita così (il medico nutrizionista Ancel Keys nel 1945) come si inseriva nelle abitudini alimentari degli italiani fino agli anni “50 e “60 e come pericolosamente stiamo abbandonando questo modello, paradossalmente adottato sempre di più dal nord Europa. Soprattutto ha evidenziato il suo riconosciuto valore per la salute e in particolare l”evidenza del suo ruolo protettivo in età evolutiva.

La dieta mediterranea, è noto, è soprattutto vegetariana: la base della sua piramide (cioè gli alimenti da consumare quotidianamente e in maggiori quantità) è rappresentata da frutta e verdura fresche e di stagione.
Dalla dieta mediterranea al vegetarianesimo, quindi, il passo è breve: la dott.ssa Brambillasca ha aiutato a sfatare con grande chiarezza un po” di falsi miti sul vegetarianesimo. Dalla carenza di proteine animali (perfettamente compensabili e non così necessarie: a quanto pare ne assumiamo comunque troppe) al ferro e ad altri nutrienti che la dieta vegetariana, se condotta correttamente (non semplicemente eliminando carne e pesce) può facilmente comprendere.

La dott.ssa Bosetti dell”ospedale Sacco ha invece tenuto un breve intervento sull”importanza della colazione nel bambino, portando la sua esperienza pratica con bambini obesi e in sovrappeso e dimostrando, dati alla mano, come l”abitudine a una buona colazione fin da piccoli riduca sensibilmente il rischio di obesità.

Dieta mediterranea → frutta e verdura → vegetarianesimo → bambini obesi → Educazione Alimentare:

Marco ha presentato i risultati della sua Tesi di Dottorato sulle abitudini alimentari dei ragazzi delle scuole medie di Milano e provincia (un campione rappresentativo) e sull”effetto di un intervento di educazione alimentare su parte di questo campione, volto a far consumare più frutta e più verdura ai ragazzi, più cereali integrali, meno carne rossa… insomma: a farli mangiare meglio.
Marco alla conferenzaSenza entrare nel dettaglio, la sua ricerca ha evidenziato come il solo fatto di far riflettere ragazzi e loro genitori sulle proprie abitudini alimentari (compilando un diario alimentare settimanale) ha portato a un miglioramento, anche se ridotto. Alcuni di questi ragazzi oltre a compilare il diario alimentare hanno partecipato ai laboratori tenuti da Marco: su frutta e verdura, sui cereali e un gioco, il “Mangiastelle” un gioco da tavolo ideato da lui che premia chi sa “mangiare meglio”. In questo caso i cambiamenti, registrati 4 mesi e 1 anno dopo l”intervento, sono stati più sensibili.
La sua ricerca è stata anche importante per evidenziare le potenzialmente gravi carenze nell”alimentazione di questi ragazzi: troppa carne, troppi salumi, troppe bevande gasate zuccherate. Se i pasti principali (pranzo e cena) sono abbastanza equilibrati, molto peggio va nelle merende (metà mattina e pomeriggio): troppe merendine confezionate e bevande gasate zuccherate.

Infine il prof. Vanotti ha “riletto la dieta mediterranea in chiave lombarda” raccontandoci anche in maniera molto “pop” di tutti i miti sull”alimentazione, dai proverbi della nonna al bombardamento pubblicitario.

E” stato un bel confronto, in

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cui è stata evidenziata l”importanza degli interventi pratici in materia di educazione alimentare.

Niente pausa pranzo al FRD: poco male, al primo piano diversi food blogger e i partner dell”iniziativa stavano già “spignattando” 🙂
showcooking Claudia BiondiniUna di loro era Claudia, che ha proposto dei golosissimi dolci alla frutta sorprendentemente semplici e sorprendentemente buoni, senza farina, senza dolcificanti raffinati, senza uova.

Poco dopo Marco ha coinvolto i bambini in un laboratorio di panificazione biologica al 100%. C”era anche qualche “bambina” un po” cresciutella… tre studentesse, una brasiliana e due giapponesi hanno voluto partecipare in maniera entusiastica al laboratorio. I bambini, come sapevamo, si sono divertiti molto a “mettere le mani in pasta” per realizzare il proprio panino, decidendone la forma, i semini con cui impreziosirlo (sesamo, girasole…) e osservando curiosi i lori panini mentre crescevano nel forno.

Finito? No: siamo stati invitati da Socialab TTT, un gruppo sparso in tutta Italia che vuole riflettere sull”uso e le potenzialità dei social media in vari settori, dal giornalismo, alla cultura, al mondo start up e al…food. Così hanno organizzato un evento a Piano C, un interessantissimo spazio di co-working “a misura di genitori”.
L”evento voleva riunire una serie di iniziative sul web per parlare di cosa il web può fare per il cibo (o di cosa il cibo può fare per il web…perché no?). Socialab TTT ha conosciuto Mangiameglio sul web o con un non meglio precisato passaparola, così il buon Lorenzo Sinisi, show manager di Milano, ci ha contattati per “Food TTT“.
E” stata una chiacchierata tra amici, trasmessa in streaming in 7 città, in cui Marco e Claudia (con il mio umilissimo aiuto…) hanno raccontato cos”è Mangiameglio, com”è nato, chi siamo, cosa facciamo e dove vogliono arrivare.
Naturalmente il tutto si è concluso mangiando! Un tardo-aperitivo con le bontà del catering Madeleine, che abbiamo avuto il piacere di conoscere lì. Verso le 21.30, sotto una pioggia scrosciante (vi ricordate il timido sole delle 10 di questa mattina? Ecco…) siamo finalmente tornati a casa, portando con noi soprattutto i volti e le parole delle persone che abbiamo conosciuto, gli stimoli che abbiamo ricevuto e sempre più voglia di “fare rete”.

Mangiameglio

 

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